Regione Lombardia ha approvato i criteri della nuova misura “Circolarità e sostenibilità per le PMI lombarde”, finanziata nell’ambito del PR FESR Lombardia 2021-2027 – Azione 2.6.1, con una dotazione complessiva pari a 19,936 milioni di euro.
La misura sostiene le PMI lombarde nella transizione verso modelli produttivi circolari, attraverso interventi finalizzati a ridurre il consumo di materie prime, energia e risorse, favorire il riutilizzo e il riciclo dei materiali, valorizzare scarti e sottoprodotti e migliorare l’efficienza complessiva dei processi produttivi.
SOGGETTI BENEFICIARI
Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese lombarde, sia:
- in forma singola;
- sia in aggregazione composta da almeno 3 imprese.
Le imprese devono avere una sede operativa interessata dal progetto in Lombardia, oppure impegnarsi ad attivarla entro la richiesta di erogazione, ed essere regolarmente iscritte e attive nel Registro delle Imprese da almeno un anno.
Nel caso di progetti presentati in aggregazione, ciascuna impresa deve partecipare per almeno il 20% dell’importo complessivo del progetto.
Sono escluse le imprese operanti nel settore delle attività finanziarie e assicurative e, salvo specifiche eccezioni, quelle appartenenti ai settori dell’agricoltura, silvicoltura e pesca.
PROGETTI AMMISSIBILI
La domanda deve riguardare un progetto composto obbligatoriamente da due componenti:
A) Studio ambientale
Lo studio deve analizzare la situazione di partenza dell’impresa, individuare le principali criticità ambientali, descrivere la soluzione tecnica proposta e quantificare, ove possibile, i benefici ambientali attesi attraverso indicatori misurabili.
Potranno essere analizzati, ad esempio:
- consumo di materie prime;
- produzione e gestione dei rifiuti;
- utilizzo di sottoprodotti e materie prime seconde;
- consumi energetici e idrici;
- emissioni e scarichi;
- recupero e riciclo dei materiali.
Lo studio deve essere redatto da un esperto qualificato in materia ambientale e deve essere accompagnato da un business plan sintetico, volto a dimostrare anche la fattibilità economica e organizzativa dell’investimento.
B) Intervento di economia circolare
Il progetto potrà consistere alternativamente in:
B1) Investimento produttivo, ad esempio:
- acquisto e installazione di nuovi macchinari per prodotti riciclabili o compostabili;
- nuove linee produttive per l’utilizzo di materiali riciclati o bio-based;
- impianti per recuperare e riutilizzare gli scarti di lavorazione;
- attrezzature per il trattamento e recupero di materiali complessi;
- trasformazione radicale di linee produttive finalizzata a ridurre significativamente consumi di materie prime, acqua o energia.
oppure:
B2) Innovazione di processo o dell’organizzazione, ad esempio:
- introduzione di sistemi di eco-design;
- sistemi digitali per monitorare e ottimizzare i flussi di materie prime, energia, acqua e rifiuti;
- riorganizzazione dei processi per recuperare e reimpiegare gli scarti;
- nuovi modelli organizzativi basati su manutenzione, riparazione, ritiro e rigenerazione dei prodotti;
- nuovi modelli commerciali basati su noleggio, abbonamento, pay-per-use o product-as-a-service;
- sistemi di tracciabilità dei materiali recuperati lungo la filiera.
La mera sostituzione di un macchinario o di un bene strumentale non è sufficiente: il progetto deve comportare un cambiamento effettivo del processo produttivo o organizzativo e generare benefici ambientali misurabili.
AGEVOLAZIONE
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto.
Studio ambientale
In regime de minimis:
- 60% delle spese ammissibili;
- contributo massimo € 40.000.
In regime GBER:
- 70% per le piccole imprese;
- 60% per le medie imprese;
- contributo massimo € 40.000.
Il costo dello studio ambientale non può comunque superare il 25% del valore del progetto di investimento o innovazione.
Investimento produttivo o progetto di innovazione
L’importo minimo dell’intervento è pari a € 50.000.
In regime de minimis:
- contributo pari al 60% delle spese ammissibili;
- contributo massimo € 260.000 per impresa.
In regime GBER, per gli investimenti produttivi:
- 20% delle spese ammissibili per micro e piccole imprese;
- 10% per le medie imprese.
Per i progetti di innovazione di processo o dell’organizzazione, il contributo può raggiungere il 50% delle spese ammissibili.
Il contributo massimo in regime GBER può arrivare a € 1.000.000 per impresa e a € 5.000.000 per progetto presentato in aggregazione.
La scelta tra de minimis e GBER dovrà quindi essere valutata in funzione della dimensione dell’impresa, dell’importo dell’investimento, delle spese previste e dell’eventuale plafond de minimis già utilizzato.
SPESE AMMISSIBILI
Tra le principali spese ammissibili rientrano:
- macchinari, impianti, attrezzature e strumentazioni;
- impianti per recupero, riutilizzo e valorizzazione di scarti e materie prime seconde;
- tecnologie per ridurre gli scarti e ottimizzare l’impiego delle materie prime;
- sistemi per il recupero e ricircolo di acqua, aria, oli e altri materiali di processo;
- macchinari e attrezzature per packaging sostenibile;
- hardware, sensori e strumenti digitali per monitorare consumi e performance ambientali;
- software per tracciabilità dei materiali, LCA, eco-design, carbon footprint e water footprint;
- brevetti, licenze, know-how e diritti d’uso di tecnologie.
Sono inoltre previste, a determinate condizioni, spese per:
- ricerca contrattuale;
- materiali destinati a prototipi, test e sperimentazioni;
- certificazioni ambientali, quali ISO 14001, EMAS, ECOLABEL ed EPD;
- opere edili, murarie e impiantistiche strettamente necessarie all’installazione dei beni oggetto del progetto;
- progettazione e direzione lavori.
In regime de minimis potranno inoltre essere riconosciute spese generali forfettarie pari al 7% delle altre spese ammissibili.
PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE
La misura sarà attuata mediante una procedura valutativa a sportello: le domande saranno valutate in ordine cronologico di presentazione, ma saranno comunque sottoposte a una valutazione tecnica della qualità del progetto.
La presentazione avverrà telematicamente attraverso la piattaforma Bandi e Servizi di Regione Lombardia.
Le date di apertura dello sportello, la modulistica e le modalità operative saranno definite dal bando attuativo che verrà pubblicato a breve.
