CIRCOLARITÀ E SOSTENIBILITÀ PER LE PMI LOMBARDE: CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO FINO AL 60% PER INVESTIMENTI E PROGETTI DI INNOVAZIONE

Regione Lombardia ha approvato i criteri della nuova misura “Circolarità e sostenibilità per le PMI lombarde”, finanziata nell’ambito del PR FESR Lombardia 2021-2027 – Azione 2.6.1, con una dotazione complessiva pari a 19,936 milioni di euro.

La misura sostiene le PMI lombarde nella transizione verso modelli produttivi circolari, attraverso interventi finalizzati a ridurre il consumo di materie prime, energia e risorse, favorire il riutilizzo e il riciclo dei materiali, valorizzare scarti e sottoprodotti e migliorare l’efficienza complessiva dei processi produttivi

SOGGETTI BENEFICIARI

Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese lombarde, sia:

  • in forma singola;
  • sia in aggregazione composta da almeno 3 imprese.

Le imprese devono avere una sede operativa interessata dal progetto in Lombardia, oppure impegnarsi ad attivarla entro la richiesta di erogazione, ed essere regolarmente iscritte e attive nel Registro delle Imprese da almeno un anno.

Nel caso di progetti presentati in aggregazione, ciascuna impresa deve partecipare per almeno il 20% dell’importo complessivo del progetto

Sono escluse le imprese operanti nel settore delle attività finanziarie e assicurative e, salvo specifiche eccezioni, quelle appartenenti ai settori dell’agricoltura, silvicoltura e pesca.

PROGETTI AMMISSIBILI

La domanda deve riguardare un progetto composto obbligatoriamente da due componenti:

A) Studio ambientale

Lo studio deve analizzare la situazione di partenza dell’impresa, individuare le principali criticità ambientali, descrivere la soluzione tecnica proposta e quantificare, ove possibile, i benefici ambientali attesi attraverso indicatori misurabili.

Potranno essere analizzati, ad esempio:

  • consumo di materie prime;
  • produzione e gestione dei rifiuti;
  • utilizzo di sottoprodotti e materie prime seconde;
  • consumi energetici e idrici;
  • emissioni e scarichi;
  • recupero e riciclo dei materiali.

Lo studio deve essere redatto da un esperto qualificato in materia ambientale e deve essere accompagnato da un business plan sintetico, volto a dimostrare anche la fattibilità economica e organizzativa dell’investimento.

B) Intervento di economia circolare

Il progetto potrà consistere alternativamente in:

B1) Investimento produttivo, ad esempio:

  • acquisto e installazione di nuovi macchinari per prodotti riciclabili o compostabili;
  • nuove linee produttive per l’utilizzo di materiali riciclati o bio-based;
  • impianti per recuperare e riutilizzare gli scarti di lavorazione;
  • attrezzature per il trattamento e recupero di materiali complessi;
  • trasformazione radicale di linee produttive finalizzata a ridurre significativamente consumi di materie prime, acqua o energia.

oppure:

B2) Innovazione di processo o dell’organizzazione, ad esempio:

  • introduzione di sistemi di eco-design;
  • sistemi digitali per monitorare e ottimizzare i flussi di materie prime, energia, acqua e rifiuti;
  • riorganizzazione dei processi per recuperare e reimpiegare gli scarti;
  • nuovi modelli organizzativi basati su manutenzione, riparazione, ritiro e rigenerazione dei prodotti;
  • nuovi modelli commerciali basati su noleggio, abbonamento, pay-per-use o product-as-a-service;
  • sistemi di tracciabilità dei materiali recuperati lungo la filiera.

La mera sostituzione di un macchinario o di un bene strumentale non è sufficiente: il progetto deve comportare un cambiamento effettivo del processo produttivo o organizzativo e generare benefici ambientali misurabili.

AGEVOLAZIONE

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto.

Studio ambientale

In regime de minimis:

  • 60% delle spese ammissibili;
  • contributo massimo € 40.000.

In regime GBER:

  • 70% per le piccole imprese;
  • 60% per le medie imprese;
  • contributo massimo € 40.000.

Il costo dello studio ambientale non può comunque superare il 25% del valore del progetto di investimento o innovazione.

Investimento produttivo o progetto di innovazione

L’importo minimo dell’intervento è pari a € 50.000.

In regime de minimis:

  • contributo pari al 60% delle spese ammissibili;
  • contributo massimo € 260.000 per impresa.

In regime GBER, per gli investimenti produttivi:

  • 20% delle spese ammissibili per micro e piccole imprese;
  • 10% per le medie imprese.

Per i progetti di innovazione di processo o dell’organizzazione, il contributo può raggiungere il 50% delle spese ammissibili.

Il contributo massimo in regime GBER può arrivare a € 1.000.000 per impresa e a € 5.000.000 per progetto presentato in aggregazione.

La scelta tra de minimis e GBER dovrà quindi essere valutata in funzione della dimensione dell’impresa, dell’importo dell’investimento, delle spese previste e dell’eventuale plafond de minimis già utilizzato.

SPESE AMMISSIBILI

Tra le principali spese ammissibili rientrano:

  • macchinari, impianti, attrezzature e strumentazioni;
  • impianti per recupero, riutilizzo e valorizzazione di scarti e materie prime seconde;
  • tecnologie per ridurre gli scarti e ottimizzare l’impiego delle materie prime;
  • sistemi per il recupero e ricircolo di acqua, aria, oli e altri materiali di processo;
  • macchinari e attrezzature per packaging sostenibile;
  • hardware, sensori e strumenti digitali per monitorare consumi e performance ambientali;
  • software per tracciabilità dei materiali, LCA, eco-design, carbon footprint e water footprint;
  • brevetti, licenze, know-how e diritti d’uso di tecnologie.

Sono inoltre previste, a determinate condizioni, spese per:

  • ricerca contrattuale;
  • materiali destinati a prototipi, test e sperimentazioni;
  • certificazioni ambientali, quali ISO 14001, EMAS, ECOLABEL ed EPD;
  • opere edili, murarie e impiantistiche strettamente necessarie all’installazione dei beni oggetto del progetto;
  • progettazione e direzione lavori.

In regime de minimis potranno inoltre essere riconosciute spese generali forfettarie pari al 7% delle altre spese ammissibili.

PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE

La misura sarà attuata mediante una procedura valutativa a sportello: le domande saranno valutate in ordine cronologico di presentazione, ma saranno comunque sottoposte a una valutazione tecnica della qualità del progetto.

La presentazione avverrà telematicamente attraverso la piattaforma Bandi e Servizi di Regione Lombardia.

Le date di apertura dello sportello, la modulistica e le modalità operative saranno definite dal bando attuativo che verrà pubblicato a breve.